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I tuoi diritti

Circostanze eccezionali: quando può davvero rifiutare una compagnia?

Ogni rifiuto si appoggia alla stessa nozione: le 'circostanze eccezionali'. Ma quella via di fuga è molto più stretta di come la dipingono le compagnie.

5 min di letturaDalla redazione Tomo

Cosa intende la legge

Il regolamento fa decadere il risarcimento solo per circostanze fuori dal controllo della compagnia e inevitabili nonostante tutte le misure ragionevoli. Due condizioni, e la compagnia deve provarle entrambe.

La Corte di giustizia la interpreta severamente. L'onere della prova è tutto della compagnia; tu non devi dimostrare nulla.

Cosa rientra davvero

I casi validi sono rari e quasi sempre esterni:

  • Meteo estremo che rende davvero impossibile volare
  • Spazio aereo chiuso o restrizioni del controllo del traffico
  • Disordini politici o rischi per la sicurezza
  • L'impatto con un volatile
  • Scioperi esterni alla compagnia, come security o controllo del traffico

Cosa non rientra

L'elenco dei motivi di rifiuto bocciati dai giudici è più lungo di quello valido:

  • Guasti tecnici, anche imprevisti (sentenza Wallentin-Hermann)
  • Uno sciopero del personale della compagnia stessa
  • Malattia o problemi di turni dell'equipaggio
  • Il volo precedente già in ritardo ('ritardo di rotazione')
  • Normale meteo autunnale o invernale attraversato dagli altri voli

Smontare la scusa del meteo con METAR

Il meteo è la scusa preferita perché sembra non verificabile. Non lo è: ogni aeroporto pubblica ogni mezz'ora un bollettino METAR ufficiale con visibilità, vento e precipitazioni.

Mettiamo ogni scusa meteo accanto ai dati METAR di quel preciso momento in quel preciso aeroporto. Se gli altri aerei volavano e la visibilità era buona, la scusa cade e portiamo avanti il reclamo.

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